Con una circolare del 13 Maggio 2009 Cargest (gestore del centro agroalimentare roma) sulla base delle note pervenutele dalla Regione Lazio e dal Comune di Roma, dispone che temporaneamente (accade ogni anno, ma continuano a dargli una facciata di provvisorietà) da lunedì 18 Maggio 2009 e fino a nuove indicazioni (“scaturenti da una decisione necessariamente più meditata e da assumersi nell’ambito del programmato confronto assembleare …” e blablabla…) l’orario di vendita per gli acquirenti nel mercato ortofrutticolo del Centro Agroalimentare Roma sarà (in teoria):
da lunedi al sabato, dalle 02.30 alle 10.00; domenica chiuso
accesso ai privati consentito il sabato dalle 08.00 alle 12.00
In pratica invece c’è sempre chi riesce ad imbucarsi prima, e quando saranno le 07.00 / 08.00 quasi tutti i box avranno già chiuso.
gli operatori potranno entrare da mezzanotte alle 18.00
gli addetti alla logistica per tutto l’arco delle 24 ore (curioso che le merci possane essere scorrazzate o depositate in piattaforma in ogni momento, ma non recapitate nelle rispettive ditte)
Da articoli come questo si evince che SETTE associazioni hanno sottoscritto la proposta di Bafundi (Presidente della commissione regionale per le piccole e medie imprese, commercio e artigianato del Lazio) [apertura obbligatoria da mezzanotte alle 6 del mattino nel periodo estivo e dalle ore 13 alle 20 in quello invernale], mentre solo UNA, Fedagro, ha disertato l’audizione, in quanto vuole semplicemente che vengano rispettati gli accordi già controfirmati da anni (c’è una “volontà” del comune di Roma e della regione Lazio datata 21 Giugno 2007 e sottoscritta dagli assessori Rizzo, De Angelis e Valentini, in cui si afferma che dopo un periodo provvisorio [fino al 10 settembre 2008] Cargest darà piena attuazione ad un orario certo, diurno e definitivo indipendente dalla stagionalità, cosa non avvenuta).
Sono attualmente iscritti alla Fedagro cirica 70 operatori (nel 2006 erano circa 92). I box sono 120, e molti iscritti alla Fedagro hanno perfino più di un box, quindi le altre sette associazioni al massimo rappresentano 50 operatori (produttori inclusi).
Negli articoli usciti sui giornali però questa proporzione non è affatto riportata, dando una percezione abbastanza incompleta sulla rappresentatività delle varie sigle.
Fedagro vorrebbe un orario totalmente diurno, ma vista la calura delle ultime giornate assolate è disposta ad accettare una fascia serale facoltativa (20.00>24.00) e una obbligatoria notturna (00.00>05.00) per il periodo estivo. In questo modo parte del lavoro notturno si sposterebbe in fascia serale. Le altre associazioni invece vogliono un’apertura esclusivamente notturna nel periodo estivo; l’apertura serale in un certo senso costringerebbe ad aprire anche loro nell’orario facoltativo (c’è una corsa al “il primo che apre è il primo che vende”), e quindi chiudere prima (per mancanza di clientela) in quella notturna.
Aleggia ancora una certa indecisione, i grossisti non trovano un accordo unanime, l’ente gestore continua a concertare ma per non scontentare nessuno non ha ancora applicato nulla di definitivo, ed ogni tanto interviene un assessore regionale o comunale come un deus ex machina (voci di corridoio parlano di una convocazione da parte del sindaco di Roma). Si vocifera di un eventuale sciopero per la fascia notturna di lunedì 18/05/09, mentre da una recente pubblicazione dell’ente gestore viene l’invito (e velata minaccia) a rispettare gli orari provvisori e continuare a discuterne.
“Forme di protesta estreme ed esagerate, in presenza di un tavolo di confronto già aperto, sarebbero una grave scortesia verso l’Amministrazione Comunale e un pesante offesa alla cittadinanza tutta”
La proposta del presidente Bafundi è stata accolta favorevolmente dalle sette associazioni di categoria che avevano precedentemente sottoscritto un documento congiunto sugli orari di apertura, mentre Fedagro Roma, unica sigla a non aver condiviso quella proposta, oggi ha disertato l’audizione.