Tassare i redditi spinge a non lavorare o lavorare meno, in quanto si ha la percezione che non si ricevano i propri guadagni. Favorisce il lavoro nero e l’inoccupazione.
Tassare i consumi spinge a spendere meno, svantaggia chi è al limite della sussistenza (ma si potrebbe ovviare con una no tax area ad hoc), e favorirebbe il contrabbando.
In Italia abbiamo entrambi questi regimi.
Ad esempio, una ditta spende 12€ per un’ora di lavoro di un lavoratore autonomo, al quale però ne rimangono 4 (33%) una volta tolte le imposte (la differenza tra la spesa dell’azienda e quello che rimane al lavoratore è chiamato cuneo fiscale). Va a fare carburante, spendendo per intero i 4€. Di questi 1.7€ (42%) sono effettivamente per la benzina, mentre 2.3€ (56%) vanno via in altre imposte.
A conti fatti il tipo ha potuto convertire in beni solo il 18% del proprio lavoro.
La situazione è migliorabile?