Lopippo Entertainment

Ottobre 9, 2007

Disordini al C.A.R. – 09/10/07 aggiornamento serale

Archiviato in: Attualità, Centro Agroalimentare Roma — Tag:, , — Lopippo @ 11:07 pm

questa versione dei fatti mi è stata raccontata da un operatore; va quindi considerata come un’opinione, non la verità assoluta sull’accaduto; articoli sull’argomento: 1,2,3,4

Alle 10 c’era già molto movimento, e alle 14, orario d’apertura, alcuni fruttaroli avevano già bloccato con i loro mezzi le vie d’accesso (e di uscita).

La tensione era alta, insulti, minacce, mancava poco per arrivare alle coltellate.

Ottaviani (vice direttore della società che gestisce il centro agroalimentare), forse tentando un approccio diplomatico, stava per essere aggredito, ed ha fatto appena in tempo a rifugiarsi nella guardiola dei carabinieri adiacente all’entrata. C’erano almeno 4 pattuglie dei carabinieri più altre auto della polizia speciale. Ma non sono intervenuti. I facinorosi hanno fatto i loro comodi fino alle 19.30, ora in cui il blocco è stato tolto. Quei pochi operatori che sono riusciti ad uscire dal centro l’hanno dovuto fare di prepotenza (e a rischio linciaggio).

In tutto saranno state una trentina di teste calde.

Nel frattempo gli extracomunitari sono entrati a piedi, hanno ordinato la loro merce, e l’hanno fatta imballare; in questo modo alla fine della giornata, quando il blocco è stato rimosso, sono entrati con i mezzi ed hanno caricato. Invece chi era rimasto intrappolato nel blocco è rimasto a bocca asciutta.

La polizia stradale ha dovuto chiudere il casello di Tivoli, dato che fila di mezzi bloccati partiva dal centro agroalimentare ma arrivava fino alla tangenziale est di Roma, bloccando lei e di conseguenza i caselli autostradali annessi.

Per domani è previsto un peggioramento della situazione.

I telegiornale regionale ha (solo lui) ha dedicato all’episodio un trafiletto, tra l’altro mostrando immagini di repertorio. E’ bello pensare che in tutta Roma non ci sia stato nemmeno UN giornalista in grado di arrivare sul posto per documentare la situazione. Probabilmente erano impegnati con notizie ben più interessanti.

Berkeley per il mondo – Tor Vergata per i detenuti

http://www.youtube.com/ucberkeley

L’Università di Berkeley sta mettendo online decine di corsi per centinaia di ore di lezione.

Gratuitamente.

Questo è uno degli esempi più fulgidi di come la tecnologia ben utilizzata può portare ad un miglioramento della società, senza copyright, privacy o altri cavilli che affoghino la condivisione del sapere, schiavo come ogni cosa delle lobby e del profitto.

Altro che Sky!

Naturalmente lo sforzo massimo in fatto di tecnologia applicata alla didattica qui è mettere la videconferenza con i collegamenti in fibra ottica ai carcerati di Rebibbia.

Perché il diritto allo studio dei detenuti va garantito. I normali iscritti sono perfettamente a loro agio arrangiandosi. Grazie a dio ci sono dei professori volenterosi che mettono online le proprie dispense, e almeno fanno risparmiare ai propri studenti la spesa dei libri di testo.

Fermo restando che ogni persona in grado di leggere può scaricarsi le lezioni e studiarsele per cultura personale. L’iscrizione all’università è necessaria solo per formalizzare gli esami sostenuti.

Disordini al C.A.R. – 09/10/07

Archiviato in: Attualità, Centro Agroalimentare Roma — Tag:, , — Lopippo @ 5:26 pm

Centro Agroalimentare di Roma

Guidonia – 09-10-2007

Come ogni anno tornano i disordini all’entrata del Centro Agroalimentare di Roma. I facinorosi protestano per l’orario, e non lasciano entrare od uscire mezzi dai caselli, improvvisando delle barricate a partire dalle 14.00 circa.

Si vocifera che un delegato del Cargest si sia recato a dialogare con i manifestanti, ed è stato richiesto il supporto di tre pattuglie dei Carabinieri. Se lo hanno effettivamente picchiato o i militari servivano ad evitarlo ancora non lo so con certezza.

Probabilmente, come negli anni passati, la prova di forza durerà finché non verrà trovato un compromesso tra i facinorosi più violenti e la società di gestione del centro, a danno dei lavoratori moderati.

Aggiornerò il post man mano che mi giungeranno nuove notizie.
Ps:questa versione dei fatti mi è stata raccontata da un operatore; va quindi considerata come un’opinione, non la verità assoluta sull’accaduto.

Multa di 200.000$ per aver condiviso 24 canzoni

Una signora è stata beccata a condividere tramite p2p 24 canzoni, e l’hanno condannata al risarcimento di 9.250$ a canzone. 222.000$ in tutto

Tutto quello che scrive Paolo Attivissimo è condivisibile.

La signora se l’è cercata, ma è un peccato veniale, come tutti quelli che parcheggiano in seconda fila. Ma la pena è paragonabile al valore di un appartamento.

C’è qualcosa che non mi piace nella vicenda. Checché ne dicano, autori ed editori traggono anche vantaggi dalla diffusione illegale delle loro opere. Con questo non voglio legittimare questa pratica, ma mi fermo a constatare che così facendo arrivano dove la gente non avrebbe potuto o voluto spendere. In questo modo si educa al consumo di quei prodotti, e alla fine qualcosa legalmente l’avrebbe anche comprata.

Mi torna in mente il tempo della prima playstation. Si è affermata sui concorrenti come il Nintendo64 solo perché si trovavano ovunque i giochi contraffatti ad un decimo del prezzo degli originali. In questo modo si è imposta la console, e anche di giochi originali sicuramente qualcuno se ne è venduto.

Una volta giunti ad una posizione oligopolistica dominante, le aziende vorrebbero troncare sul nascere la concorrenza, che potrebbe godere dei loro stessi mezzi illegali per ascendere. E da qui le crociate contro la pirateria, che le ha fatte diventare quelle che sono, anche se non lo ammetterebbero mai.

Che poi nel 2007 si dia ancora il possesso di parole, scritti, immagini e suoni per decenni al primo che li deposita, è un altro discorso. Mi diranno “è il lavoro intellettuale che va tutelato”. Bravo, te ne riconosco la paternità ed il merito. Ora però è di pubblico dominio, patrimonio dell’umanità, continua a lavorare se vuoi la pagnotta, non pensare di campare di rendita. Magari riuscirai ad avere qualche fan che si comprerebbe anche il tuo autografo per 10€ a lettera.

Sarei davvero curioso di constatare se in un mondo a pirateria ZERO (il medioevo pre-stampa?) le major sarebbero ricche e potenti come ora, o solo gli addetti di uno svago di nicchia che per tirare a campare hanno ancora le galline nel giardino davanti casa.

RIBADISCO. Non incito alla pirateria ma ad una presa di coscienza. Centinaia di Euro per Office 2007 ti sembrano troppi? Non lo ottenere illegalmente. Paradossalmente in quel modo lo aiuti, darai un motivo ai loro possessori di lamentarsi e spremere grana dai governi (ovvero li legittimi a prendersi le TUE TASSE!!) e tu potresti essere multato. Invece cerca delle alternative come Open Office, e magari aiutane lo sviluppo. Se qualcosa è di tutti non significa che non sia di nessuno. Al contrario, la proprietà privata è inviolabile.

Tornando al caso della signora, vuoi delle canzoni? Per favore, non le contrabbandare. Così aiuti i discografici a mantenere lo status quo. Invece trova altri passatempi, oppure fruisci di chi la musica letteralmente la regala (cioè non ti chiede nulla in cambio per poterla ascoltare, conservare e diffondere).

Così quando queste lobby falliranno non avranno la scusa della diffusione illegale dei contenuti, ma dovranno ammettere la loro inutilità.

Un esempio?

Internet Archive

Jamendo

WikiPedia

Sourceforge

Elettrotecnica

Archiviato in: Scuola — Tag:, — Lopippo @ 1:55 pm

Lo scopo del corso di Elettrotecnica è quello di descrivere i circuiti elettrici e di fornire i mezzi tecnici adatti alla loro risoluzione. [...] Pare inutile insistere sulla importanza di questi argomenti nella moderna tecnologia, e nelle relative applicazioni.

Non dubito che per un ingegnere elettronico o meccanico sia la base. Ma siamo sicuri che per un ingegnere informatico sia fondamentale?

E’ come far fare un corso di termodinamica per prendere la patente di guida…

Li acCosto…

Archiviato in: Attualità, Pubblica Gestione — Tag:, , — Lopippo @ 12:58 am

“Gian Antonio Stella, noto giornalista del Corriere della Sera, fa lo spiritoso moralista su di me perchè sarei andato in aspettativa dalla Rai tanti anni fa[...][...]Ma per i magistrati che si mettono in pensione volontariamente anche prima dei cinquant’anni non c’è scandalo invece se prendono la pensione anticipatamente e contemporaneamente lo stipendio da parlamentare.[...]Spero solo che nella seconda edizione nel libro certe cose possano essere raccontate per come sono, e non per come si crede che siano. “

chissà se indovino chi è il magistrato… mmm…

Bhè, leggetevi i “primi passi” di entrambi, e poi ditemi che ne pensate :)

Dopo aver conseguito un diploma di perito elettronico emigra in Germania; la sua giornata si suddivide fra un lavoro da operaio in una fabbrica metalmeccanica e un altro, il pomeriggio, in una segheria. Tornato in Italia dopo un paio d’anni, continuando a lavorare inizia gli studi all’Università di Milano presso la facoltà di giurisprudenza. Dapprima riesce ad ottenere, a ventotto anni, la laurea in giurisprudenza (con voto 108/110); due anni dopo, nel 1980, vince un concorso della Polizia di Stato per Commissario, e viene assunto alla Scuola Superiore di Polizia. Successivamente viene inviato al IV distretto come responsabile della Polizia Giudiziaria. Nel 1981, sempre alternando lavoro e studio, vince un nuovo concorso, questa volta in Magistratura: è assegnato, con funzione di Sostituto Procuratore, alla Procura della Repubblica di Bergamo.  Nel 1985 passa alla Procura della Repubblica di Milano, dove si occupa soprattutto di reati contro la pubblica amministrazione. Si fa notare per la sua padronanza degli strumenti informatici, che gli consente una notevole velocizzazione delle indagini e un efficiente collegamento dei dati processuali. In questo modo, all’epoca di Tangentopoli, può svolgere una notevolissima mole di lavoro. Nel 1989 il Ministero di Grazia e Giustizia lo nomina consulente per l’informazione e membro di alcune Commissioni ministeriali per la riorganizzazione informatizzata dei servizi della pubblica amministrazione.
Quale pubblico ministero di punta del cosiddetto Pool di Mani Pulite, composto anche da altri magistrati come Gherardo Colombo, Piercamillo Davigo, Ilda Boccassini e Armando Spataro, coordinati da Francesco Saverio Borrelli, ha messo sotto inchiesta per corruzione centinaia di politici locali e nazionali, tra cui alcune figure politiche di primo piano, tra cui il segretario del Partito Socialista Italiano Bettino Craxi.

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Laureato in Lettere e Filosofia, è giornalista. La sua carriera come giornalista e i suoi esordi nella vita politica sono stati ampiamenti descritti da lui stesso in varie interviste, citate ad es. nel recente libro “La casta” del giornalista Gian Antonio Stella, dove si legge come l’assunzione alla Rai di Mastella sarebbe stata agevolata da una raccomandazione del potentissimo democristiano Ciriaco De Mita, tanto che ne seguirono ben 3 giorni di sciopero della redazione locale. In vista delle elezioni politiche del 1976, come racconta lui stesso, nelle pause pranzo dei dipendenti della Rai, chiedeva “ai centralinisti di telefonare nei comuni del mio collegio elettorale. Mi facevo introdurre come direttore della Rai e segnalavo questo nostro bravo giovane da votare: Clemente Mastella. Funzionò”. Mastella fu quindi eletto deputato, nelle fila della Democrazia Cristiana.
È deputato alla Camera ininterrottamente dal 1976, riconfermato per otto legislature consecutive. Alle elezioni politiche del 2001 è stato eletto con il sistema proporzionale nella seconda circoscrizione della Campania.

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