Multa di 200.000$ per aver condiviso 24 canzoni

By Lopippo

Una signora è stata beccata a condividere tramite p2p 24 canzoni, e l’hanno condannata al risarcimento di 9.250$ a canzone. 222.000$ in tutto

Tutto quello che scrive Paolo Attivissimo è condivisibile.

La signora se l’è cercata, ma è un peccato veniale, come tutti quelli che parcheggiano in seconda fila. Ma la pena è paragonabile al valore di un appartamento.

C’è qualcosa che non mi piace nella vicenda. Checché ne dicano, autori ed editori traggono anche vantaggi dalla diffusione illegale delle loro opere. Con questo non voglio legittimare questa pratica, ma mi fermo a constatare che così facendo arrivano dove la gente non avrebbe potuto o voluto spendere. In questo modo si educa al consumo di quei prodotti, e alla fine qualcosa legalmente l’avrebbe anche comprata.

Mi torna in mente il tempo della prima playstation. Si è affermata sui concorrenti come il Nintendo64 solo perché si trovavano ovunque i giochi contraffatti ad un decimo del prezzo degli originali. In questo modo si è imposta la console, e anche di giochi originali sicuramente qualcuno se ne è venduto.

Una volta giunti ad una posizione oligopolistica dominante, le aziende vorrebbero troncare sul nascere la concorrenza, che potrebbe godere dei loro stessi mezzi illegali per ascendere. E da qui le crociate contro la pirateria, che le ha fatte diventare quelle che sono, anche se non lo ammetterebbero mai.

Che poi nel 2007 si dia ancora il possesso di parole, scritti, immagini e suoni per decenni al primo che li deposita, è un altro discorso. Mi diranno “è il lavoro intellettuale che va tutelato”. Bravo, te ne riconosco la paternità ed il merito. Ora però è di pubblico dominio, patrimonio dell’umanità, continua a lavorare se vuoi la pagnotta, non pensare di campare di rendita. Magari riuscirai ad avere qualche fan che si comprerebbe anche il tuo autografo per 10€ a lettera.

Sarei davvero curioso di constatare se in un mondo a pirateria ZERO (il medioevo pre-stampa?) le major sarebbero ricche e potenti come ora, o solo gli addetti di uno svago di nicchia che per tirare a campare hanno ancora le galline nel giardino davanti casa.

RIBADISCO. Non incito alla pirateria ma ad una presa di coscienza. Centinaia di Euro per Office 2007 ti sembrano troppi? Non lo ottenere illegalmente. Paradossalmente in quel modo lo aiuti, darai un motivo ai loro possessori di lamentarsi e spremere grana dai governi (ovvero li legittimi a prendersi le TUE TASSE!!) e tu potresti essere multato. Invece cerca delle alternative come Open Office, e magari aiutane lo sviluppo. Se qualcosa è di tutti non significa che non sia di nessuno. Al contrario, la proprietà privata è inviolabile.

Tornando al caso della signora, vuoi delle canzoni? Per favore, non le contrabbandare. Così aiuti i discografici a mantenere lo status quo. Invece trova altri passatempi, oppure fruisci di chi la musica letteralmente la regala (cioè non ti chiede nulla in cambio per poterla ascoltare, conservare e diffondere).

Così quando queste lobby falliranno non avranno la scusa della diffusione illegale dei contenuti, ma dovranno ammettere la loro inutilità.

Un esempio?

Internet Archive

Jamendo

WikiPedia

Sourceforge

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2 Risposte a “Multa di 200.000$ per aver condiviso 24 canzoni”

  1. Mister Dice:

    Speriamo che in Italia i marocchini continuino ad esporre le loro mercanzie, se no addio Luca Derisio.

  2. lopippo Dice:

    io invece spero che applichino davvero la legge, così la gente viene a contatto con l’assurdità e la fa abolire in fretta

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