Disordini al C.A.R. – Epilogo
By Lopippo
Guidonia – 10/10/07
Stamattina girano voci secondo le quali è stato aperto un tavolo di concertazione, dunque ogni rimostranza dovrebbe essere sospesa.
Restiamo in attesa dei risultati della contrattazione.
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Tag: CAR, Centro Agroalimentare Roma
Questo post è stato pubblicato il Ottobre 10, 2007 alle 12:05 pm ed è archiviato in Attualità, Centro Agroalimentare Roma. Segui i commenti a questo post con il feed RSS 2.0.
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Ottobre 10, 2007 alle 6:42 pm |
Cao lopippo, ecco la notizia, cosi’ almeno dai un punto obiettivo e non per sentito dire.
Gra bloccato per protesta
In strada i tir della frutta
Guidonia File di chilometri ieri pomeriggio sull’autostrada Roma-L’Aquila e sul Gra, all’altezza del centro agroalimentare di Roma (Car): a scatenare il caos la protesta di alcuni commercianti.
La protesta degli operatori aderenti a Upvad-Confcommercio e Sacea, iniziata in sordina lunedì, ieri è esplosa. Per contestare il nuovo orario del Car, alcuni dettaglianti hanno messo di traverso gli automezzi impedendo alla clientela dei due padiglioni ortofrutticoli di entrare e rifornirsi di merce fresca: si parla di danni economici per decine di milioni di euro e la Cargest, la società che gestisce il centro, ha annunciato un esposto alla magistratura. Le due sigle sindacali, che rappresentano gran parte degli operatori ortofrutticoli dei mercati rionali di Roma, chiedono che il Car, il centro agroalimentare all’ingrosso di Guidonia, ritorni ad aprire di notte (2.30-10.00) “nell’interesse di tre milioni di consumatori”. Con l’orario diurno (14.00-20.00), in vigore dal 16 settembre, i prodotti non arrivano freschi sulle tavole dei consumatori e poi “non c’è più la massima concentrazione della domanda e dell’offerta nello stesso momento e quindi il prezzo non si forma in maniera trasparente”, sostengono. “Questi orari sono stati stabiliti da un’intesa ufficiale firmata prima dell’estate da tutte le associazioni di categoria”, replica Massimo Pallottini, amministratore delegato di Cargest.
Il mercato del pomeriggio
Il Car in realtà sarebbe anche disposto a modificare leggermente gli orari, ma senza stravolgerli: il lavoro notturno infatti costa il doppio e quindi adottarlo significherebbe aumentare i costi per la grande distribuzione, che si rifarebbe sui consumatori. Ma i nuovi orari puntano anche a invogliare i commercianti a vendere nel pomeriggio, quando chi esce dall’ufficio ha più tempo per fare la spesa. “Al mercato all’alba – spiegano dal Car – ormai ci vanno solo pensionati, immigrati e studenti fuori sede: che non sono grandi clienti”.
Valentina Santarpia
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Ottobre 10, 2007 alle 8:15 pm |
Grazie di aver riportato la notizia . Temo però che l’articolo non sia riproducibile senza autorizzazione (Copyright 2005 © Rcs Quotidiani Spa), quindi non credo di poterlo lasciare su questo sito. Contemporaneamente però mi sento a disagio nel cambiare/censurare un commento altrui senza prima averglielo notificato.
Riguardo la “freschezza” dei prodotti venduti la notte penso sia una bufala. La merce solitamente è raccolta la mattina presto, quindi l’ideale sarebbe venderla il primo pomeriggio (o anche nella tarda mattinata dove possibile). Facendo la notte invece si mette in vendita quello che è stato raccolto la mattina precendente, quindi quando arriva nei negozi dei dettaglianti ha già più di 24 ore.
Non vorrei sembrare un millantatore, ma mi piacerebbe sapere quanti dei dettaglianti che comprano al CAR soddisfano tutte le norme igienico/sanitarie in fatto di trasporto e stoccaggio. Non ho dati alla mano che lo confermino (se esistono sarei felice di leggerli), ma ho sempre avuto l’impressione che di notte sia più facile eludere i controlli.
Ottobre 10, 2007 alle 9:27 pm |
“Le due sigle sindacali, che rappresentano gran parte degli operatori ortofrutticoli dei mercati rionali di Roma, chiedono che il Car [...] ritorni ad aprire di notte (2.30-10.00) “nell’interesse di tre milioni di consumatori”.”
Sono ignorante, ed ammetto che non conoscevo queste due sigle. Dove posso verificare che rappresentano gran parte degli operatori ortofrutticoli nei mercati rionali? Non è per polemizzare, ma spesso nelle contrattazioni si fa la voce grossa solo per avere un potere contrattuale maggiore.
Se il cambio di orario è nell’interesse di 3 milioni di consumatori, come mai non sono le associazioni dei consumatori a lamentarsi allora?
Suvvia, siete associazioni di commercianti, ditelo che fate gli interessi dei commercianti, non fatevi scudo con i consumatori.
Non metto in dubbio l’onestà e l’obiettività della giornalista, ma mi mancano comunque i riscontri ufficiali (documenti, interviste firmate dai manifestanti/filmati). Capisco che è un articolo di giornale nemmeno troppo ampio per motivi di spazio, ma letto così è solo un’altra versione dei fatti; nomina le due associazioni dei commercianti, ma non mostra né il documento con le richieste, né le credenziali di suddette associazioni.
Le dichiarazioni poi sono date spontaneamente, quindi in sostanza le ragioni per cui una parte fa delle richieste non vengono confermate né confutate dall’altra parte. Ognuno ribadisce il proprio punto di vista ma non se ne viene a capo.
Quando la vicenda finirà, oltre a sapere cosa si è deciso e perché, sarebbe bello potersi leggere anche cosa si siano dette le parti durante la concertazione; dopotutto si tratta di un dialogo tra forze sociali e servizio pubblico, quindi la massima trasparenza non può che far bene, vero?
Un’ultima aggiunta.
Uno dei presenti al momento del blocco mi ha detto che i “manifestanti” erano una trentina, metà italiani e metà extracomunitari. Di questi trenta solo la metà voleva la notte, l’altra era favorevole al giorno, ma si sono ritrovati bloccati e quindi hanno “fatto numero” davanti ai caselli. Inoltre gli acquirenti del CAR sono al 70% extracomunitari, per i quali l’orario è indifferente (si adattano senza problemi).
Se quindi è solo una parte di quel 30% a voler la notte sarebbe chiaro che è una minoranza a manifestare quell’esigenza.
Minoranza, però più rumorosa degli altri, e se il potere di contrattazione è pari ai disagi causati andiamo a fare il bene di pochi che lottano per i propri interessi contro quello di molti che lavorano in silenzio, subendo le scelte prese DA altri e IN FAVORE di altri. E perché la maggioranza dovrebbe stare in silezio? Forse perché invece di creare disagio fa richieste scritte consegnate agli uffici compententi sperando di migliorare la situazione un po’ per volta pacificamente.
Ripeto, se ce ne fosse bisogno, che tutto quello scritto su questo blog è un’opinione. Documenti o dichiarazioni ufficiali vanno segnalate come tali e rese disponibili a chi voglia consultarle. E come dimostra il finto caso dell’anziano condannato per aver rubato un pacco di pasta, il fatto che qualcosa sia scritto DA PIU’ giornali non significa che sia vera.
Ottobre 12, 2007 alle 12:04 pm |
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