fonte: senato.it
sia la dottrina sia la giurisprudenza della Corte costituzionale sono concordi nel ritenere che l’obbligo di assicurare parità di condizione dei cittadini nel momento in cui viene espresso il voto (sancito dall’articolo 48, secondo comma, della Costituzione) non comporta che sia costituzionalmente garantita l’eguale efficienza dei voti nel determinare il risultato elettorale
Dunque, l’eguaglianza dei cittadini c’è solo nel momento in cui votano; in quello in cui bisogna dare un valore ai voti invece non sono più tutti uguali.
Siamo sicuri che sia democratico? Quanti italiani sono consapevoli che i loro voti non sono tutti uguali?
Vuol dire per esempio che se si va per aree superficiali, succede come nelle ultime elezioni che chi riceve meno voti ha comunque piu seggi.
Commento di bergs — Gennaio 12, 2008 @ 7:11 pm