Lopippo Entertainment

Novembre 5, 2007

Le ASL possono risparmiare (volendo)

Riassunto: ad Imperia riescono a risparmiare grosse cifre su medicinali e attrezzature ortopediche. In pratica invece di farle comprare direttamente ai cittadini nelle farmacie, li compra l’ospedale (che per legge ha dei forti sconti) e poi li porta ai cittadini, facendo risparmiare al sistema sanitario nazionale. Per legge inoltre i prezzi sono fissati in un listino (chiamato nomenclatore). L’ASL di Imperia ha però notato che facendo un’asta riusciva ad ottenere le stesse cose a metà prezzo. Naturalmente tutto questo è avversato dalle associazioni di categoria (è ovvio, guadagnano meno), e persino dal MINISTERO DELLA SANITA’!!! (in quanto la legge prevede altre modalità per le forniture)

ROBERTO ANSELMO – DIRIGENTE ASL 1 IMPERIESE
Dopo 5 mesi, su 1431 pezzi dati abbiamo un risparmio di 132.000 euro, la percentuale è il 52% di risparmio.

GIULIANO MARRUCCI FUORI CAMPO
E pensare che a mettergli i bastoni tra le ruote ci s’era messo addirittura il ministero della salute…

ROBERTO ANSELMO – DIRIGENTE ASL 1 IMPERIESE
Dice, quanto sopra argomentato per tanto comporta che l’affidamento a mezza gara della fornitura di dispositivi e ausili tecnici inclusi nell’elenco uno del nomenclatore non possa essere considerata legittima.

RENATA CANINI – DIRETTORE GENERALE ASL 1 IMPERIESE
Con tutto il rispetto per gli organi superiori, nella gerarchia delle fonti del diritto, le interpretazioni dei singoli Ministeri non vengono per prime, mettiamola così… Sono arrivati dei reclami, ma non c’è stata nessuna impugnativa giudiziale, quindi scaduti i termini che la legge assegna per questo tipo di reclamo allora si puo’ dire con tranquillità ai nostri colleghi guarda io ho fatto così il risparmio è stato questo, perché non condividiamo il percorso.

da Report: LA COSA GIUSTA di Giuliano Marrucci
In onda domenica 4 novembre 2007 alle 21.30

5 Commenti »

  1. Incredibile a dirsi, ma la legge non permette allo indebitato Stato di risparmiare. E questo incide non poco sul mastodontico debito pubblico, oltre che alla fiducia verso le istituzioni. A quanto pare la lobby delle case farmaceutiche è riuscita ad imporre i suoi interesse a scapito della collettività. Il caso d’Imperia dovrebbe essere riproposto in tutta Italia e invece risulta illegale. Allora qualcosa non va a livello statale: o sono tutti improvvisamente diventati legisti intransigenti, oppure manca la vololtà politica di agire per il bene pubblico.

    Commento di Mister — Novembre 6, 2007 @ 12:11 pm

  2. vorrei potervi contattare telefonicamente
    per sapere quali prodotti del nomenclatore avete messo in gara e con quali modalità

    il mio riferimento telefonico è 0421/228147 UOC Farmaceutico ASL 10 Veneto orientale

    Commento di ferrari maria — Novembre 20, 2007 @ 12:34 pm

  3. io non ho alcun rapporto con l’ASL di Imperia, ho solo riportato parte di una trasmissione televisiva, forse però quello che cerchi è qui
    http://www.asl1.liguria.it/contatti.asp

    Commento di lopippo — Novembre 20, 2007 @ 1:29 pm

  4. Gentili signori,
    ritengo che non è sempre direttamente proporzionale il rapporto tra il costo el’utilità della fornitura di un ausilio. Le gare d’appalto ha nno appiattito verso il basso la qualità del servizio erogato, perchè il paziente non è considerato per quelle che realmente possono essere le sue esugenze, ma rientra in un calcolo di solvenza dove ci sono parametri che stabiliscono cosa fornire, senza tenere conto delle esigenze reali.
    Il tecnico ortopedico non vuole essere paragonato ad un medico, ma il suo ruolo, di ricercatore di ausili e conoscitore delle reali potenzialità degli stessi sembra non avere più voce in capitolo, l’ausilio può cambiare la qualità della vita di un disabile, aiutandolo a vivere la propria esistenza attivamente, l’etica non può lasciare spazio al profitto o al risparmio.
    ritengo che i risparmi si possano ottenere applicando criteri diversi di fornitura, rivalutando per casistica il tempo di utilizzo medio di ausili dati in comodato d’uso a pazienti malati terminali,(il noleggio da parte dell’ente per una casistica dell’80% è vantaggioso, tempo di utilizzo medio 60 gg)
    garantire l’autonomia di una famiglia con portatore di handicap, solleverebbe l’ente da ulteriori investimenti di assistenza, la prevenzione permetterebbe di diminuire le spese relative ad interventi chirurgici per ridurre piaghe da decubito, l’ospedalizzazione domiciliare con forniture consone alla patologia, potrebbe evitare i ricoveri in strutture di “attesa alla morte” dove spesso il fattore psicologico prende il sopravvento e crea sensazioni di abbandono che non lasciano possibilità di recupero funzionale, la educazione specialistica ad utilizzare la vescica evitando l’utilizzo indiscriminato del pannolone, il controllo delle forniture farmaceutiche all’interno di strutture.
    Ma soprattutto evitare che il fornitore di prestazioni o ausili, possa garantirsi la gestione della stessa.
    Ogni territorio dovrebbe avere garantita la possibilità di servirsi in più punti, l’ente dovrebbe erogare un contributo pari ad un 70% del valore dell’acquisto, e l’utente in base ad indicazioni mediche per verificaeffettiva dell’appropriatezza del presidio decidere se utilizzare prodotti di fascia bassa o alta.

    Commento di pitzalis giovanni — Maggio 17, 2008 @ 7:02 pm

  5. ma va la,ma cosa dici Mister?Nella torta del debito pubblico la spesa farmaceutica è di gran lunga più bassa di altre voci, come le spese ospedaliere e le spese amministrative. Naturalmente fa più comodo dare addosso alle aziende farmaceutiche…

    Commento di gigi — Settembre 5, 2008 @ 8:27 pm


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