Copio, incollo e metto un collegamento a due articoli di attualità riguardanti la perdita di posti di lavoro, la gestione pubblica di tali perdite, e la copertura mediatica dei fatti…
in queste poche righe si parla di:
1) sedicimila docenti + “altre migliaia” di persone disoccupate a partire dal primo settembre; la cosa non vi spaventa? neanche un po’? Passate allora alla numero 2
2) sedicimila ex docenti + “altre migliaia” di persone che, a partire dal primo settembre, continueranno a percepire metà stipendio senza più fare niente. Ehi, se non vi spaventa questo, passate pure alle polemiche sull’Unità d’Italia.
massimo rispetto e massima comprensione per ognuno dei cinquanta dipendenti della Innse che rischia il posto (ogni individuo rappresenta una vita, una storia professionale, una famiglia per cui bisogna assolutamente cercare sempre di capire la situazione di ciascuno), però, detto questo (doveroso), non posso fare a meno di notare quanto i media non perdano occasione per dimostrare la loro tendenza ad usare come si dice due pesi e due misure. Faccio giusto un esempio: perchè i giornali e le tv che danno ora le prime pagine alla vicenda della Innse e dei suoi cinquanta lavoratori hanno dedicato sostanzialmente solo qualche trafiletto l’anno scorso alla decisione di Bernabè di tagliare in Telecom Italia cinquemila dipendenti?